L' Isola di Vulcano - attivita' Ieri Oggi

Vulcano nell'antichità

Negli ultimi millenni, Vulcano ha prodotto una mezza dozzina di eruzioni devastanti. Il cratere della Fossa era attivo ,a intervalli irregolari, già dall'antichità, come documentato da scrittori classici (soprattutto Tucidide nel II secolo a.C.). In questa epoca, pare si sia verificata un'attività eruttiva talmente forte da essere udibile fino in Sicilia. Dopo questa data, il cratere della Fossa iniziò una prolungata fase di riposo.

Nel II secolo a.C., accanto all’isola di Vulcano, emerse dalle acque il nuovo cratere di Vulcanello, che, eruttando, diede origine ad un'isoletta situata accanto all'isola madre. Anche questa eruzione fu documentata, nell'antichità classica, con grande maestria di stile drammatico. Per quanto l'isola di Vulcano, pare che lì la fase di riposo del Gran Cratere sia durata fino al sesto secolo dopo Cristo.

Vulcano in epoca moderna

Massi nei pressi delle fumarole, con una patina gialla di zolfo
Fumarole, apertura (della grandezza di una moneta

Tra il 1727 ed il 1739 è ripresa l'attività del Gran Cratere; in seguito a questo risveglio eruttivo, si è osservata la colata lavica delle pietre cotte (ossidiana). La cenere fuoriuscita è caduta su Lipari, Salina, Stromboli e sulla costa siciliana antistante.

Sono inoltre documentate ulteriori eruzioni nel 1771 e nel 1783.

L'ultima eruzione si è verificata tra il 1888 ed il 1890. Quest'ultima era stata preannunciata due anni prima,nel 1886, da un'eruzione freatica (cioè provocata dal vapore formatosi in seguito al riscaldamento di acqua). Le ultime eruzioni di questa serie sono state di tipo vulcaniano: dal Gran Cratere sono state catapultate delle cosiddette bombe a crosta di pane (lava solidificata) e cenere (foto).

Fu organizzata dal governo una spedizione di ricercatori. In particolare, l'eruzione fu documentata dal famoso sismologo Mercalli.

Vulcano oggi

Dai tempi dell'ultima violenta eruzione si registra soltanto l'attività delle fumarole, dunque di esalazioni vulcaniche che consistono nella produzione di vapore e gas vulcanici. Nel caso di Vulcano, si tratta soprattutto dello zolfo, che grazie all'azione dei batteri contribuisce alla formazione di una patina colorata sulle superfici del terreno e dei sassi.

L'attività delle fumarole è documentata da secoli ed è proseguita a fasi alterne fino ai giorni nostri. Se negli anni settanta era molto modesta, a cavallo tra gli anni ottanta e gli anni novanta si registrò un'attività maggiorata che destò serie preoccupazioni.

Sulla spiaggia, a Porto levante, l'acqua ed il fango vengono riscaldati dal calore dell'anidride solforosa prodotta dalle fumarole più deboli. Questa piccola area costiera è famosa da molto tempo per l'attività balneare: i bagni di fango di Vulcano hanno infatti la fama di giovare alla pelle e di avere effetti terapeutici.